Ispirato alla SCUOLA DI SAGGEZZA fondata da HERMANN KEYSERLING a Darmstadt nel 1920, il Blog propone le iniziative culturali organizzate dalla omonima Associazione Culturale Il blog é agganciato all'omonimo canale Youtube contenente i video Hangout dei webinar gratuiti periodici organizzati da Sabato Scala e dalla sua compagna Fiammetta Bianchi con lo scopo di costruire, partendo dall'ideale della Saggezza, le fondamenta per un radicale rinnovamento dell'umanità .

Eugnostos il Beato

Eugnostos il Beato

Eugnostos, il Beato, ai suoi.
Rallegratevi in questo momento che non conoscete. Saluti! Desidero sappiate che tutti gli uomini che furono generati, dalla creazione del mondo fino adesso, sono polvere alla ricerca di Dio, chi è o com'è. Ma non l'hanno trovato. I più saggi, tra loro, hanno riflettuto sulla verità basandosi sull'ordinamento del mondo; ma la loro riflessione non colse la verità. Infatti, a proposito dell'ordinamento, tutti i filosofi avanzarono tre asserzioni discordanti. Alcuni affermano che il mondo si governa da solo. Altri che c'è una provvidenza. Altri che c'è una predestinazione. Ma nessuna di queste. Anche in questo caso, delle tre asserzioni menzionate, nessuna corrisponde alla verità. Infatti, ciò che proviene soltanto da sé mena una esistenza vuota, dato che fa soltanto se stesso. La provvidenza è insensatezza. La predestinazione è qualcosa priva di discernimento.
Colui, dunque, che riesce a liberarsi dalle tre soluzioni menzionate, a pervenire per mezzo di un'altra osservazione a confessare il Dio della verità, e a essere in armonia con ogni cosa che lo riguarda, quest'uomo è immortale, anche se si trova tra gli uomini che debbono morire.
Colui che è Ineffabile. Dalla creazione del mondo, nessuna potestà l'ha conosciuto, nessuna subordinazione, nessuna creatura di alcun genere, ma solo se stesso. Egli, infatti, è immortale, eterno, ingenerato. Chiunque è generato, perirà; egli è ingenerato e non ha inizio. Chiunque ha un inizio, ha pure una fine. A lui nessuno comanda, dato che non ha alcun nome. Colui che ha un nome è creatura di un altro. Egli è innominabile. Egli non ha una forma umana, colui che ha la forma umana, è creatura di un altro. Egli ha una sua propria sembianza, non come la sembianza ricevuta da noi o da noi vista, è una sembianza straniera, che di gran lunga sorpassa ogni cosa ed eccelle su tutte le totalità. Essa guarda da tutte le parti e vede se stessa per mezzo di se stessa. Egli è infinito, incomprensibile, incorruttibile, senza uguali. Egli è immutabilmente buono, non ha insufficienze, dura da sempre. Egli è beato, è al di là della conoscenza. Egli conosce se stesso. È incommensurabi
le, inarrivabile, perfetto, estraneo da qualsiasi insufficienza. Egli ê intramontabilmente beato. È detto “Padre del Tutto”.
In lui sono magnificenze e poteri, anteriori all’apparizione di qualsiasi cosa visibile, domina sulla totalità delle totalità, ma non c’ê alcuno che domini su di lui. Egli, infatti, ê interamente intelletto, pensiero, riflessione,
saggezza, ragione, potere. Tutte queste doti sono uguali, sono fonti delle totalità e la loro intera stirpe è fino
alla fine, nella prima conoscenza dell’ingenerato.
Infatti, quando ciò che appare non era stato manifestato, già c’era una differenza tra gli eoni incorruttibili. Pensiamo così: tutto ciò che venne all’esistenza dalla distruzione, perirà, perché venne all’esistenza dalla distruzione. Ciò che venne all’esistenza dall’indistruttibilità, non perirà: resterà indistruttibile, essendo venuto all’esistenza dall’indistruttibilità. Sicché un gran numero di uomini s’ingannò: ignorando questa differenza,
che è stata rilevata, essi morirono.
A questo punto, basta a chiunque, infatti, è impossibile discutere la natura delle parole che ho detto a proposito del beato, incorruttibile, vero Dio. Se ora c’ê qualcuno volenteroso a credere nelle parole esposte, mediti fino alla fine quanto fu rivelato, delle cose nascoste. Questo pensiero gli insegnerà che la fede in ciò che non fu rivelato, si trova in ciò che fu rivelato. Questo pensiero è una fonte di conoscenza.
Il Signore del tutto, in verità, non ê detto “Padre”, ma “Padre primordiale”, poiché il padre ê la fonte di ciò che
è rivelato. Il Padre primordiale, senza principio, vede se stesso in se stesso come in uno specchio allorché fu manifestato nella sua forma come autopater, cioê l’autogenitore, e come un antopòs davanti al preesistente non generato. Egli, invero, ha la stessa età di colui che è prima di lui, ma non è uguale a lui in potenza.

Dopo di lui, apparve una moltitudine di antopoi, autooriginati, di uguale potenza, gloriosi e innumerevoli: costo sono detti “stirpe al di sopra della quale non v’ê regalità tra i regni che esistono”. E l’intera moltitudine del luogo al di sopra del quale non v’ê regalità ê detta “figli del Padre non generato”.
Egli, tuttavia, l’inconoscibile, resta sempre incorruttibile in un’indicibile gioia. Essi riposano tutti in lui, gioendo di continuo con indicibile gioia per l’immutabile gloria e l’incommensurabile esultanza, mai udita né
percepita tra tutti gli eoni e i loro mondi. Tanto basti! Non possiamo attraversare ciò che non ha limiti. Un altro inizio di conoscenza è questo.
Il non generato, il primo, colui che apparve nell’infinito prima del tutto, il Padre nato da sé, creato da sé, perfetto nella luce splendente in modo ineffabile. All’inizio decise che la sua forma fosse una grande potenza. E subito l’inizio di quella luce si manifestò come un uomo immortale androgino; il suo nome maschile ê “la mente perfetta”, il suo nome femminile ê “Sofia Pansofos, la madre”. Di eli ê detto pure che assomiglia a suo fratello e suo compagno, verità sulla quale non v’ê alcuna discussione: ê la verità inferiore di quaggiù, l’errore che è in essa, che contesta la verità.
Attraverso l’uomo immortale fece la sua prima apparizione ê una denominazione: “divinità e sovranità”; infatti, lo manifestò il Padre, detto “l’uomo, padre di se stesso”; si creò un grande eone, corrispondente alla sua grandezza; gli diede un grande potere. Egli domina su tutte le creature. Per il suo servizio, si creò dèi, arcangeli e angeli a miriadi senza numero.
A opera di quest’uomo, ebbe inizio la divinità e la sovranità. Per tale motivo, ê detto “il dio degli dêi, il re dei re”.
Per coloro che verranno all’esistenza dopo di lui, il primo ê Pistis. Egli ha in se stesso la propria mente, e il
proprio pensiero: è, infatti, riflessione, saggezza, ragione, potere. Tutte le membra esistenti sono perfette e
immortali; sono uguali quanto all’incorruttibilità, ma sono diverse quanto al potere: com’ê diverso il padre dal
figlio, il figlio dal pensiero e il pensiero dal resto.
Come dissi prima, tra quanto furono generati, la prima è la monade; seguono le diadi con le triadi fino alle de-cadi. Le decadi dominano sulle centinaia, le centinaia dominano sulle migliaia, e le migliaia dominano sulle miriadi. Questo è il modello tra gli immortali. Il primo uomo ê così: la sua monade […].
Ma le monade e il pensiero appartengono all’uomo immortale. Le meditazioni sono per le decadi. Le centinaia sono gli insegnamenti; le migliaia sono i consigli; le miriadi sono le potenze; quelle che provengono da […] esistono con […] e ogni eone […].
Il pensiero e le meditazioni furono rivelate per primi dalla mente, poi gli insegnamenti dalle meditazioni, i consigli dagli insegnamenti, e la potenza dai consigli. Dopo, tutto ciò che appare fu manifestato dalla sua potenza; e da ciò che fu creato, fu manifestato ciò che era stato fatto. Ciò che fu nominato, fu manifestato da ciò che era stato formato. La differenza tra quanto fu generato fu manifestata da ciò a cui fu dato un nome
dall’inizio alla sua fine, conforme al potere di tutti gli eoni. Ma l’uomo immortale ê pieno di tutta la gloria imperitura e d’indicibile gioia: tutto il suo regno gioisce di durevole gioia. Queste sono cose che non furono mai udite, né furono conosciute tra tutti gli eoni, venuti all’esistenza dopo di loro e dei loro mondi.

Dopo, dall’uomo immortale, venne la prima fonte, colui che ê detto “Il Perfetto Generatore”. Il suo nome maschile ê “Primogenito figlio del Padre”, il suo nome femminile ê “primogenita, Sofia, la madre di tutto”, che
alcuni chiamano Agàpe. Ora il primogenito, avendo il potere da suo Padre, creò un grande eone corrisponden
te alla sua grandezza. Per il suo servizio, egli si creò angeli e miriadi, senza numero. L’intera moltitudine di questi angeli ê detta “la chiesa dei santi, le luci senza ombra”. Quando costoro si baciano l’un l’altro, i loro baci
si trasformano in angeli uguali a essi.
Il Padre Primo Generatore ê detto “Adamo della luce”. Il regno del Figlio dell’uomo ê pieno d’indicibile gioia e d’inalterabile esultanza. Con indicibile gioia si dilettano di continuo per la loro incorruttibile gloria, della quale mai si ê sentito parlare né mai fu rivelata neppure a tutti gli eoni che vennero all’esistenza e ai loro mondi.
Ora il Figlio dell’uomo si accordò con Sofia, sua compagna. Egli produsse una grande luce bisessuata. Il suo nome maschile ê “Salvatore, creatore di tutte le cose”; il suo nome femminile ê “Sofia Pangheneteira”; alcuni la chiamano “Pistis”.
Il Salvatore si accordò con la sua compagna Pistis Sofia: egli produsse sei esseri spirituali androgeni
sull’esempio di coloro che li precedettero. I loro nomi maschili sono: il primo ê il “Non generato”, il secondo ê “l’Autogenerato”, il terzo ê il “Generatore”, il quarto ê il “Primo generatore”, il quinto ê il “Generatore di tut-to”, il sesto ê il “Capo generatore”. I nomi femminili sono: il primo ê “Pansofos Sofia”, il secondo ê “Panmetor Sofia”, il terzo ê “Pangheneteira Sofia”, il quarto ê “Protogheneteira Sofia”, il quinto ê “Agape Sofia”, il sesto ê “Pistis Sofia”.
Dagli accordi menzionati, apparvero gli eoni designati, cioè i pensieri; dai pensieri le riflessioni, dalle riflessioni le saggezze; dalle saggezze i ragionamenti; dai ragionamenti le soluzioni; dalle soluzioni le parole.
Le dodici potenze menzionate si accordarono l’una con l’altra: apparvero trentasei maschi e trentasei femmine, e ne risultarono settantadue potenze. Ognuna delle settantadue produsse cinque esseri spirituali: sono le
360 potenze. L’unione di tutti loro ê volontà.
Ora il nostro eone venne all’esistenza come tipo rispetto all’uomo immortale; il tempo divenne tipo del primo genitore, suo figlio; l’anno divenne tipo del Salvatore. I dodici mesi divennero tipo delle dodici potenze. I 360 giorni dell’anno divennero tipo delle 360 potenze manifestate dal Salvatore. Gli angeli vennero all’esistenza da
costoro, i quali sono innumerevoli; le loro ore e i loro minuti divennero come un tipo degli angeli.
Quando apparvero quelli che ho menzionato, il generatore di tutto, il loro primo padre, creò per essi dodici
eoni, per il servizio, e dodici angeli. In ogni eone c’erano sei cieli, cosicché formarono i 72 cieli delle 72 potenze promanate da lui. In ogni cielo c’erano cinque firmamenti formanti cos 360 firmamenti. Dai firmamenti
apparvero le 360 potenze. Quando i firmamenti furono completi, li chiamarono i 360 cieli, dal nome dei cieli che erano prima di loro. Tutti costoro sono perfetti e buoni. E in tal modo fece la sua apparizione la macchia della femminilità.
Il primo eone ê quello dell’uomo immortale. Il secondo eone ê quello del Figlio dell’uomo, detto protogenitore; il terzo eone ê quello del figlio del figlio dell’uomo, che ê detto Salvatore. Colui che domina al di sopra di costoro ê l’eone al di sopra del quale non c’ê alcuna regalità, quello del Dio eterno illimitato, l’eone degli eoni, con gli immortali che sono in esso, con lui che ê al di sopra dell’Ogdoade che apparve dal caos.
Ma lui, l’uomo immortale, fece apparire eoni, potenze e regni. A tutti coloro che erano apparsi da lui, egli die-de il potere di fare quanto volevano, fino ai giorni che sono al di sopra del caos: questi, infatti, si accordarono
l’uno con l’altro. Costoro fecero apparire tutte le grandezze e, da uno spirito, una moltitudine di luci gloriose senza numero, alle quali diedero nomi all’inizio, cioê la prima, la media, la perfezione, vale a dire il primo eone, il secondo, il terzo. Essi chiamarono il primo “l’unità” e “la quiete”. Ognuno di essi ha il suo nome perché chiamarono la “chiesa”, che ê nel terzo eone, “la moltitudine dalla moltitudine che dall’uno fece sorgere la moltitudine”. Per questo la moltitudine, che si raduna e viene all’'unità, la chiamarono “chiesa” dalla chiesa che ê al di sopra del cielo. Per questo motivo la chiesa dell’Ogdoade apparve come androgino, in parte è chiamata maschio e in parte femmina. La parte maschile ê chiamata “chiesa”, la parte femminile “vita” affinché sia chiaro che fu da una donna che ebbe origine la vita in tutti gli eoni: tutti i nomi furono ricevuti dall’inizio.

Da suo beneplacito e dal suo pensiero fece apparire le potenze dette dèi; le saggezze degli dèi fecero apparire gli dèi, e gli dèi, dalle loro riflessioni, fecero apparire i signori; i signori dei signori dalle loro parole fecero apparire i signori; i signori, dalle loro potenze, fecero apparire arcangeli; gli arcangeli, dalle loro parole, fecero apparire gli angeli; da questa idea apparve il modello e la forma per dare i nomi a tutti gli eoni e ai loro mondi.
Tutti gli immortali, che ho menzionato, derivano la loro autorità dal potere dell’uomo immortale e dalla sua compagna Sofia, detta “Silenzio”; ê detta “Silenzio” perché perfeziona la sua grandezza per mezzo della riflessione, senza parole. Agendone l’autorità, ognuno degli incorruttibili si creò grandi regni in tutti i cieli immortali e nei loro firmamenti, troni e templi secondo la loro grandezza.
Alcuni, invero, dimoranti in luoghi e carri, avendo una gloria ineffabile e non potendo venire inviati in alcuna natura, si provvidero, per il loro servizio, di essere angelici a miriadi senza numero, di magnificenza e ancora
d’indescrivibili spiriti vergini della luce. Tra loro non esistono sofferenze o debolezze, bensì il solo desiderio
ha subito realizzazione. In tal modo ebbero compimento gli eoni, i loro cieli, i firmamenti, per la gloria
dell’uomo immortale e della sua compagna Sofia. Questo ê il luogo ove erano tutti gli eoni, i loro mondi e quelli che vennero all’esistenza dopo di essi, affinché si potessero creare tipi e nature somiglianti a quel luogo,
nei cieli, nel caos e nei loro mondi.
Ma l’intera natura dell’immortale, proveniente dal non generato fino alla manifestazione del caos, ê nella luce

splendente senza ombra, in gioia indicibile e ineffabile esultanza. Essi gioiscono incessantemente della loro intramontabile gloria e dell’illimitato riposo: indescrivibile, inimmaginabile, tra tutti gli eoni venuti all’esistenza con le loro potenze. A questo punto, basta! Di tutto ciò che ho menzionato te ne ho parlato in modo che tu possa ascoltare, fino a tanto che si riveli in te ciò che non si può insegnare e ti dirà tutto ciò con gioia e conoscenza pura. 

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